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Palazzo Reale

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PALAZZO REALE


Palazzo Reale è una delle residenze reali dei regnanti del Regno delle due Sicilie e, con l'Unita di Italia, residenza napoletana di Casa Savoia. Il Palazzo si affaccia direttamente su Piazza Plebiscito, e si trova quindi nelle vicinanze di Palazzo della Prefettura, Palazzo Salerno e di fronte alla Basilica di San Francesco di Paola. All'interno del Palazzo vi sono il Museo del Palazzo Reale con gli appartamenti reali, la Cappella Reale, il Teatrino di Corte, la Biblioteca Nazionale, tutti da visitare.


LINKS UTILI – PER ULTERIORI INFORMAZIONI:


Sito Ufficiale del Palazzo Reale di Napoli
Sito Ufficiale della Biblioteca Nazionale




STORIA ARTE E CULTURA


 Alla fine del XVI secolo, Napoli, nonostante i numerosi castelli, non aveva ancora una reggia. Per offrire a Federico III una residenza degna, fu deciso di costruire un edificio dalla zona di Castel Nuovo fino alla zona di S. Lucia, e venne affidato l’incarico a Domenico Fontana, nominato Ingegnere Maggiore del Regno. La costruzione iniziò nel 1600, e negli anni e nei secoli successivi fu ampliata ed abbellita dai successori. In onore dei fondatori, furono impresse lo scopo e la data di costruzione dell’edificio su due lapidi murate ai lati dell’ingresso centrale. Gli interni di palazzo erano decorati da stucchi, dorature ed affreschi di ogni tipo, e fu per molto tempo luogo di incontro di principi, sovrani, dame, guerrieri e artisti di ogni genere. Il lusso, gli spettacoli, le feste davano alla città un aspetto di ricchezza, purtroppo solo apparente, considerando che il popolo spesso insorgeva spinto dalla fame e dalla miseria. Con la Monarchia Borbonica, Napoli divenne capitale del Regno delle due Sicilie, e il Palazzo divenne il centro della vita mondana della città. Vanvitelli rafforzò successivamente le mura del palazzo, e fu costruito un teatro al suo fianco. Il periodo di maggior splendore per il palazzo ci fu con Federico IV. Il Palazzo sotto il suo regno divenne luogo di incontro di ospiti d’elite e illustri. Con i moti del 1798, il Re fuggi con la moglie in Sicilia portando con se tutte le suppellettili, ed il palazzo, occupato dal Governo Provvisorio della Repubblica Napoletana, non fu così saccheggiato dai francesi che non vi trovarono nulla. Quando vennero successivamente sterminati i ribelli, il Re ritorno al Palazzo Reale con tutte le suppellettili, e si dedicò ad abbellire ancor di più la sua dimora. Anche con Gioacchino Murat il Palazzo fu abbellito ed arricchito, soprattutto con quadri e porcellane francesi. Ad inizio 1800 lavorarono per la corte molti artisti italiani, tra i quali il Canova, e fu arredato il palazzo con specchiere, divani, poltrone, vasi su modelli greci e romani. Morto Ferdinando, il nuovo Re fu Francesco I, che durante il suo breve regno apportò poche modifiche al Palazzo. Dopo Francesco I, la corona passò a Ferdinando II, e durante il suo regno scoppiò un incendio su tutta un ala del fabbricato, che costrinse alla ricostruzione della parte danneggiata sostituita con un vastissimo giardino pensile sul lato della reggia che affaccia direttamente sul mare. Con l’Unità di Italia, la Reggia fu abitata prima da Vittorio Emanuele II e poi da Margherita ed Umberto di Savoia. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo subì numerosi danni per i bombardamenti, e solo una restaurazione totale successiva ha dato di nuovo un decoroso assetto all’edificio.



Targa sulla Facciata del Palazzo Reale


L’Architettura del Palazzo costruita da Domenico Fontana nel 1602 presentava tre corpi principali. La facciata principale era a tre ordini architettonici sovrapposti – dorico, ionico, corinzio – aveva un portico aperto lungo tutta la fronte. Attraverso l’ingresso si entrava in un largo cortile circondato da portici e colonnati. Lavorò al Palazzo anche Vanvitelli, soprattutto consolidando la stabilità del palazzo sul fianco meridionale e costruendo anche otto nicchie vuote nella facciata principale. Dopo l’incendio del 1837, fu restaurato del tutto e costruito un giardino pensile con affaccio sul mare, il tutto progettato dall’architetto Gaetano Genovese. Il cortile esterno inoltre venne trasformato in un vero e proprio giardino ancora oggi presente. Nel 1861 inoltre, per volere del Re Umberto I, le otto nicchie costruite dal Vanvitelli vuote furono riempite con le otto statue dei Re di Napoli (Ruggero il Normanno di Emilio Franceschi, Federico II di Svevia di Emanuele Caggiano, Carlo I d’Angiò di Tommaso Solari, Alfonso I d’Aragona di Achille d’Orsi, Carlo V di Vincenzo Gemito, Carlo di Borbone di Raffaele Belliazzi, Gioacchino Murat di G.B. Amendola, Vittorio Emanuele II di Francesco Jerace).



Statua Alfonso I d'Aragona


Sono molte le Sale da visitare all’interno del Palazzo Reale.
Salendo lo Scalone d'Onore, imponente e maestoso per grandezza e stile, troviamo il Teatrino di Corte, che è la I Sala degli appartamenti reali. Il Teatrino fu voluto ai primi del Seicento per volere dei Vicerè, che non potendo frequentare i pubblici spettacoli per questioni di etichetta, faceva eseguire inizialmente i drammi e gli spettacoli all’interno di una Grande Sala al primo piano, dove veniva per l’occasione montato un palcoscenico. Nel teatrino rinomatissimi e celebri attori di ogni secolo si sono esibiti alla corte del Palazzo Reale. Alla fine del Settecento, quando i Sovrani e le loro corti iniziarono a frequentare i teatri pubblicamente, il Teatrino di Corte fu aperto raramente. Nel 1768 con i lavori del Palazzo anche il Teatrino fu trasformato completamente dall’architetto Ferdinando Fuga, ed ancora oggi conserva i tratti di quel restauro. La sala fu inoltre arricchita di dipinti allegorici sul soffitto del pittore Antonio De Dominici e di dodici nicchie entro le quali c’erano nove statue di cartapesta delle Nove Muse e Apollo, Minerva e Mercurio dello scultore Angelo Viva. Una bomba nel 1943 ne distrusse le decorazioni, e solo nel 1950 iniziò il restauro arricchito da vari dipinti che sono visibili ancora oggi nel teatrino.



Teatrino di Corte


Adiacente al teatrino, troviamo la II Sala, denominata in passato Camera del Re, ed oggi chiamata Sala Diplomatica. Il soffitto della sala è completamente ornato dal pittore Francesco De Mura, con un dipinto allegorico che illustrava le Virtù del Carlo e di Maria Amalia. Le pareti sono arricchite da due arazzi rappresentanti gli elementi dell’Aria e del Fuoco. Ad adornare il tutto troviamo vasi di porcellana francesi, lampadari, mobili di stile barocco, specchiere, e due vasi di porcellana cinesi regalati da Nicola I di Russia a Ferdinando II.
Nella III Sala, denominata Saletta Neoclassica, troviamo vari dipinti, tra cui spicca la Ninfea Alata di De Crescenzo.  Di particolare importanza anche due dipinti di De Dominici che raffigurano i matrimoni nella Cappella Reale nel 1790 delle due principesse Teresa e Luisa (figlie di Ferdinando IV e Maria Carolina) con Arciduchi d’Austria Francesco e Ferdinando. Il primo quadro rappresenta la Cappella nel momento delle funzioni, nel secondo sono presenti la Regina Maria Carolina a fine cerimonia con le due principesse. I Dipinti sono importanti perchè ci raffigurano come si presenteva la Cappella Reale nel Settecento.  
Nella IV Sala, denominata Seconda Camera di Sua Maestà, troviamo gli affreschi di Belisario Corenzio del XVII Secolo che raffigurano i fasti e la gloria della Casa d’Aragona. Inoltre ci sono dipinti di scuola caravaggeschi esposti alle pareti.
Nella V Sala, denominata Terza Anticamera, troviamo un dipinto di Cammarano rappresentante Minerva che incorona la Fedeltà del 1818.
La VI Sala è detta anche Sala del Trono. Con parete ricoperta di broccato, cosparso di gigli ed abbellito con arabeschi fiori e figure d’oro, conserva i bassorilievi di Cariello e De Rosa rappresentanti Le 14 Provincie del Regno. Il trono con baldacchino fu costruito successivamente al 1850. Era la Sala dove il Re riceveva gli ospiti.



La Sala del Trono


Nella VII Sala, o Passetto del Generale, vi sono vari dipinti biblici ed un tavolo da musica in tarsia sorrentina.
La VIII Sala è detta anche Sala degli Ambasciatori. Adornata con due arazzi francesi rappresentanti Il Mare e La Terra, è arredata con mobili in stile Impero. E’ interamente adornata con una figurazione decorativa del Coerenzio che copre tutta la volta. E' pregevole anche il dipinto Annunciazione del Gentileschi del 1631.
La IX e la X Sala sono chiamate Sala di Maria Cristina in quanto era la camera della regina Mara Cristina, prima moglie di Ferdinando II, morta per dare alla luce il re Francesco II. La IX Sala era in realtà in precedenza la Sala dei Ministri. Nelle sale ci sono pregevoli dipinti caravaggeschi. E’ presente nella Sala X un piccolo Oratorio privato di Maria Cristina con un dipinto sull’altare rappresentante La Natività di Iacopo da Ponte.
La XI Sala, chiamata anche Sala del Gran Capitano, è presente una ricca decorazione settecentesca operata da Battistello Caracciolo raffigurante La conquista del Regno di Napoli da parte di Cordova nel 1500, detto il Gran Capitano.
Nella XII Sala, detta Sala dei Fiamminghi, sono esposti alcuni interessanti paesaggi di pittori napoletani dell’800. Inoltre è presente un orologio inglese di Carlo Clay del XVIII secolo. Al centro della sala vi è una fioriera con gabbietta per uccellini donata dallo Zar Nicola I dalla Russia a Ferdinando II nel suo viaggio a Napoli del 1846. Inoltre il nome della sala deriva dai numerosi ritratti olandesi del Seicento presenti, comprati dal Re Ferdinando IV a Roma nel 1802.
La XIII Sala è anche denominata Studio del Re, in quanto un tempo era lo studio personale di Gioacchino Murat, ancora perfettamente conservato, e ricco di mobili stile Impero francesi, con sulla parete una tempera lavorata da Cammarano rappresentante Alfonso di Calabria libera Otranto dai Turchi del 1840.
La XIV Sala, chiamata Sala dei Seicento Napoletano, ci sono pregevoli quadri di Scuola Napoletana. Si trovano infatti Incontro di Rachele con Giacobbe e Orfeo e le Baccanti di Andrea Vaccaro, il San Gennaro intercede presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno per la peste e i Santi patroni di Napoli adorano il crocifisso di Luca Giordano.
Nella XV Sala, denominata Sala della Pittura di Paesaggio, sono presenti numerosi paesaggi dipinti tra il Cinquecento e l'Ottocento. Spicca anche il dipinto di De Aloysio Posa della prima pietra della Chiesa di San Francesco di Paola del 1817.
La XVI Sala è chiamata Sala di Luca Giordano in onore dell'artista e dei suoi dipinti raccolti in questa sala nella sua fase barocca.
La XVII Sala è la Sala della pittura del Seicento, e al suo interno sono presenti vari dipinti del Seicento,  tra i quali Ritorno del figliol prodigo di Mattia Preti e Gesù tra i dottori di Giovanni Antonio Galli.
Nella XVIII Sala, chiamata Sala della Pittura Emiliana, è presente una raccolta di dipinti del Seicento emiliano, tra cui spicca La Sacra Famiglia nella bottega di San Giuseppe ed Elemosina di Santa Elisabetta di Bartolomeo Schedoni.
La XIX Sala, detta Sala delle Nature Morte, son presenti vari esempi di Natura Morta tipicamente fiamminghe.
La XX Sala è invece chiamata Sala delle Colonne, ed è caratterizzata da uno stile tipicamente neoclassico. Al centro della sala è presente un tavolino di bronzo patinato e dorato con marmi commessi.
La XXI Sala, detta Sala degli Specchi, tipicamente neoclassica, fa quasi da atrio alla Sala d'Ercole successiva.
Nella XXII Sala, detta appunto Sala d’Ercole, era un salone da ballo, rifatto completamente nel 1840 e rinominato d’Ercole perché vi era un modello in gesso dell’Ercole Farnese. La sala è arricchita dalla presenza di arazzi, fatti da arazzieri napoletani. 
La XXIII Sala è chiamata invece Retrostanza, ed ospita dipinti di Francesco Celebrano che raffigurano Le Stagioni.
La XXIV Sala, è la Sala di Don Chisciotte, e presenta dipinti rappresentanti Episodi della Vita di don Chisciotte di De Dominici, Bonito e Dalla Torre.
Nella XXV Sala, chiamata Sala della pittura di paesaggi napoletani dell'Ottocento, sono invece presenti vari dipinti di Pasquale Mattei che raffigurano le feste tipiche dell'antico Regno delle due Sicilie.
Le XXVI XXVII XXVIII Sale, sono presenti alcuni degli affreschi di Antonio Vaccaro.
La XXIX Sala è denominata Sala delle Guardie del Corpo, e si riferisce ai nobili napoletani che costituivano la guardia d’onore dei Sovrani borbonici. La Sala è completamente rifatta. Sono presenti due dipinti e tre arazzi rappresentanti L’Aria, Il Mare e La Terra
Nella Sala XXX invece è presente la Cappella. La Cappella Reale, dedicata all’Assunta, fu iniziata nel 1640 con il semplice schema di un'unica navata con due passaggi circolari ornata con stucchi in oro. Ha subito numerose modifiche nel corso del tempo. Ad inizio 1800 fu costruita una tribuna con balaustra sostenuta da colonne doriche, e furono ridipinte e decorate d’oro le pareti da Giuseppe Cammarano con figure di angeli e Santi. Nel 1838 la Cappella fu ingrandita per volere di Ferdinando II, e per mano dell’architetto Genovese. Vennero così aggiunte due cappelle ai lati del presbiterio, e il soffitto fu rinforzato e decorato per ben due volte, prima da un Niccolò Rossi e poi da Giacomo Del Po. Nel 1863 venne infine dipinto da Domenico Morelli una vasta tela raffigurante l’Assunta e incorniciata con figure di angeli e Santi. Nelle cappelle laterali troviamo due rispettivi altari, uno dedicato all’Immacolata Concezione, ed un altro a S. Anna. L’altare maggiore risulta essere la parte più interessante e più bella della cappella per ornamenti e struttura. Nel 1943 una bomba colpì il soffitto danneggiando seriamente la Cappella che così è stata negli anni successivi restaurata.



Cappella Reale


Da segnalare infine la presenza della Biblioteca Nazionale  nell'ala orientale del Palazzo che affaccia su Castel Nuovo. La biblioteca è la terza in italia per il numero dei volumi presenti, ed è intitolata a Vittorio Emanuele III.




TAPPE E SOSTE "LE PIAZZE DEL POTERE"


(1) Piazza del Municipio
(2) Teatro Mercadante
(3) Castel Nuovo (Maschio Angioino)
(4) Teatro San Carlo
(5) Palazzo Reale
(6) Piazza del Plebiscito
(7) Basilica di San Francesco di Paola
(8) Piazza Trieste e Trento
(9) Palazzo del Cardinale Zapata
(10) Chiesa di San Ferdinando
(11) Galleria Umberto I
(12) Palazzo San Giacomo
(13) Via Medina
(14) Chiesa di Santa Maria Incoronata


(1) Gambrinus
(2) Il Vero Bar del Professore
(3) Trattoria Medina



Indietro: Teatro San Carlo

Avanti: Piazza del Plebiscito

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